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Marco Tradori Architect

VISION

“Passavamo sulla terra leggeri come acqua […] che scorre, salta, giù dalla conca piena della

fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende

scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso

le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia

benedetta.

[…] Le piane e le paludi erano fertili, i monti ricchi di pascolo e fonti. Il cibo non mancava

neppure negli anni di carestia. Facevamo un vino colore del sangue, dolce al palato e portatore di

sogni allegri. […] Cantare, suonare, danzare, coltivare, raccogliere, mungere, intagliare, fondere,

uccidere, morire, cantare, suonare, danzare era la nostra vita. Eravamo felici, a parte la follia di

ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti.”

 

Sergio Atzeni, Passavamo sulla terra leggeri, 1996

 

Per chi come me è nato e cresciuto in Sardegna il rapporto con la natura e il paesaggio è segnato, sin da bambino da un legame viscerale e materno. Amare la natura è camminare sui monti con mio padre e stupirsi delle forze che hanno disegnato il paesaggio: la tettonica, l’erosione, l’uomo.

Quando ascolto le parole di Sergio Atzeni lette da Lella Costa sulle note della tromba di Paolo Fresu la promessa di Felicità che vedevo sulle cime dei monti, seduto in riva al mare diventa tangibile. La Felicità è possibile solo in una visione olistica dove l’uomo costruisce un rapporto simbiotico con la natura.